Ginkgo

GINKGO – Ginkgo biloba L.
I. Parte utilizzata
Le foglie, raccolte in primavera.
II. Principi attivi
La foglia di ginkgo contiene due gruppi di composti dalle interessanti proprietà farmacologiche: i flavonoidi (0,5–1 %) e i terpeni – diterpeni (fino allo 0,5 %, con un contenuto molto variabile a seconda dell'albero, della posizione ecc.) e sesquiterpeni (bilobalide, 0,4 %).
- I flavonoidi sono rappresentati da una ventina di eterosidi dei flavonoli: O-glucosidi, O-ramnosidi e O-rutinosidi in C-3 del quercetolo e del canferolo e dei loro esteri 4-cumarici in 6‟‟’ (di alcuni dei quali è caratteristica la connessione interosidica 1‟‟’ -> 2‟‟). La foglia contiene anche flavan-3-oli, proantocianidoli e biflavonoidi, tutti biflavonici con legame C-3′ -> C-8‟‟ (amentoflavone, bilobetolo e 5-metossibilobetolo, ginkgetolo, isoginkgetolo, sciadopitisina). Le gemme sono gli organi più ricchi di flavonoidi acilati. Il contenuto di biflavonoidi è da tre a quattro volte superiore in autunno rispetto alla primavera, periodo nel quale è massimo il contenuto di monomeri.
- Noti con il nome di ginkgolidi A, B, C, J (e M nelle radici), hanno una particolarissima struttura esaciclica, caratterizzata dalla presenza di una catena spiro-[4,4]-nonanica, di un gruppo terz-butilico e di tre cicli lattonici.
- Procianidoli: oligomeri del delfinidolo e del cianidolo.
- Polioli: pinitolo e sequoitolo.
- Acido 6-idrossichinurenico.
Zuccheri semplici e polisaccaridi.
III. Attività farmacologica
- Agisce sul sistema nervoso ed è neurotrofico. Aumenta l'apporto di ossigeno al cervello.
- Nelle ricerche in vitro è stato dimostrato un effetto di protezione del cervello dovuto all'attività antiossidante e alla stabilizzazione delle membrane, specifico per le cellule dell'ippocampo, insieme a un'inibizione reversibile delle MAO A e B. Inoltre aumenta il flusso sanguigno e riduce l'infiltrazione neutrofila nel cervello.
- Questo effetto neurotrofico si manifesta con un miglioramento del nutrimento e del mantenimento dei tessuti regolati dall'influsso nervoso, il che favorisce il recupero funzionale dopo una lesione del sistema nervoso. L'estratto acquoso di ginkgo inibisce il metabolismo ossidativo dei neuroni cerebrali e aumenta il contenuto di glucosio e ATP, il che consente una certa tolleranza all'ipossia. Questo effetto è dovuto ai flavoni e agli antocianosidi, che inibiscono la perossidazione lipidica delle membrane.
- Protegge i vasi ed è capillarotropo: rafforza la resistenza dei capillari e ne riduce la permeabilità (flavonoidi, procianidoli).
- Venotonico: migliora il tono, allevia gli spasmi delle vene e ne rafforza le capacità motorie (flavonoidi, procianidoli).
- Vasodilatatore a livello arterioso per l'effetto miotropo di attenuazione degli spasmi delle fibre muscolari lisce, il che aumenta la pressione di perfusione (procianidoli).
- Effetto antitrombotico: attiva la sintesi della prostaciclina e quella del trombossano, che fluidificano il sangue (ipoviscosizzante). Il ginkgolide B è un inibitore del PAF (fattore di attivazione piastrinica), mediatore fosfolipidico intercellulare secreto da piastrine, leucociti, macrofagi e cellule endoteliali dei vasi. Questo mediatore è coinvolto in vari processi quali: aggregazione piastrinica, coagulazione del sangue, reazioni infiammatorie, allergia, broncocostrizione (il che spiega le ricerche degli ultimi anni, soprattutto nel campo del trattamento dell'asma). Questo effetto di inibizione del PAF e i flavonoidi, in particolare la loro capacità di catturare i radicali liberi, possono spiegare numerose proprietà dell'estratto di ginkgo.
- Inibitore della ciclossigenasi e della lipossigenasi.
- Attività contro i radicali liberi (principi polifenolici). Sulla retina, tessuto particolarmente ricco di acidi grassi e molto sensibile alla lipoperossidazione da radicali liberi, l'estratto di ginkgo ha un effetto protettivo nei confronti delle retinopatie.
- Diuretico volumetrico (flavonoidi).
Nell'uso esterno i flavonoidi stimolano e normalizzano la secrezione delle ghiandole sebacee.
IV. Indicazioni
- Insufficienza dei vasi cerebrali. Migliora i disturbi della funzionalità (mal di testa, vertigini, disturbi della memoria e del linguaggio, acufeni) e del comportamento (confusione, aggressività, incoerenza, ansia ecc.).
- Riduzione delle capacità intellettive.
- Claudicatio intermittens.
- Recupero dalle neuropatie.
- Microangiopatie, retinopatie diabetiche e uveite.
- Insufficienza venosa: vene varicose, emorroidi, flebite e tromboflebite.
- Prevenzione dell'arteriosclerosi e dei tromboembolismi.
- Prevenzione del parkinsonismo.
- Recupero dopo infarto del miocardio.
- Oliguria e prostatite.
- Sindrome premestruale.
Uso locale: eczemi secchi, psoriasi, pelle secca, ittiosi e parodontopatie.
V. Controindicazioni
- Ipersensibilità ai componenti del ginkgo.
- Gravidanza e allattamento.
VI. Interazioni
Eparina, anticoagulanti orali e antiaggreganti. Il ginkgo può potenziare gli effetti di questi farmaci e aumentare la possibilità di emorragie.
VII. Effetti indesiderati
Nei pazienti ipersensibili possono comparire dermatite, mal di testa e disturbi digestivi.


